E' una passione che mi ha coinvolto sin da piccolo, anche se più che astronomia dovrei parlare di astrofilia. L'astrofilo è principalmente colui che ama osservare e perdersi nel cielo stellato, lo studio delle sue leggi e la comprensione dei meccanismi che lo regolano è una naturale conseguenza, ed è per questo che molti spesso riescono a trasformare la propria passione in una vera e propria ricerca scientifica. La cosa più affascinante dell'osservazione astronomica è la capacità di viaggiare nel tempo e di scoprire un mondo che spesso ignoriamo per la pigrizia di alzare la testa. Molti pensano che l'astrofilo/astronomo "guardi le stelle", ignorando la quantità e la varietà di corpi celesti che pervade il cielo. | « La più sublime, la più nobile tra le Fisiche scienze ella è senza dubbio l'Astronomia. L'uomo s'innalza per mezzo di essa come al di sopra di sé medesimo, e giunge a capire la causa dei fenomeni più straordinari. » (Giacomo Leopardi, Storia della Astronomia dalla sua origine sino all'anno 181 |
Cosa serve per osservare il cielo? Una delle primissime cose che ho imparato sul Forum degli Astrofili Italiani è che per osservare il cielo bastano poche cose: una giacca pesante, un posto parzialmente libero da luci e molta passione. Insomma, basta uscire fuori al terrazzo e guardare il cielo, aspettare una ventina di minuti per adattarsi al buio e osservare la volta celeste che si stende sopra di noi. Già facendo questo per qualche notte si iniziano a intuire le costellazioni, degli aggregati estesi di stelle cui l'uomo per comodità ha associato delle forme e dei nomi per poterle riconoscere di sera in sera. Riconoscere le costellazioni è di importanza vitale per poter individuare la zona di cielo in cui si trova l'oggetto che stiamo cercando. Molto spesso alcuni oggetti (si pensi alla Nebulosa di Orione) sono estesi e facilissimi da individuare se si ha un'idea di dove sia una certa costellazione. Allo stesso modo, permettono di riconoscere oggetti del Sistema Solare (comete, pianeti, asteroidi) che, a differenza delle stelle, si muovono in maniera percebile durante l'anno (il movimento reciproco delle stelle è invece impercettibile). Non per niente, nella cosmologia classica, da Aristotele a Tolomeo, si parlava di Cielo delle Stelle Fisse, distinguendolo dalle altre sfere, mobili, su cui si trovavano Luna e Pianeti.  A questo punto bisogna riconoscere le costellazioni. Come si fa? Uno dei metodi è stampare una carta celeste o comprare un astrolabio, uno strumento quest'ultimo che riproduce il cielo visibile in un luogo in base all'ora ed al giorno dell'anno, e iniziare, ad occhio nudo o con un binocolo e con l'aiuto della bussola, a riconoscere le stelle principali e le costellazioni più facilmente visibili. Questa operazione, per quanto banale sia, è fondamentale per imparare a conoscere il cielo ed amarlo ed è preliminare all'utilizzo di qualunque strumento di osservazione. Al giorno d'oggi esistono strumenti che permettono di puntare automaticamente un determinato oggetto. Si parla del go-to, che consiste sostanzialmente in una montatura motorizzata nelle due coordinate (declinazione e ascensione retta nel caso di montature equatoriali, altezza e azimuth per le altazimutali) e corredata da un dispositivo elettronico (il go-to vero e proprio) il quale ha al suo interno un software con le posizioni dei vari oggetti celesti nel cielo. |